Quando si parla di depressione, spesso si pensa subito alla tristezza. Ma la depressione, molte volte, non assomiglia affatto al pianto. Assomiglia piuttosto a un lento svuotamento. Le cose che prima avevano colore diventano opache. I gesti quotidiani richiedono uno sforzo sproporzionato. Anche il corpo cambia modo di stare nel mondo: si appesantisce, rallenta, si chiude.
La depressione a volte appare invisibile. Lentamente la persona si ritrova a perdere il senso di sè e del mondo circostante. Svegliarsi al mattino diventa uno sforzo esorbitante e tutta la giornata si ha la sensazione di trascinare il proprio corpo in un quotidiano appiattito.
La depressione non vive soltanto nei pensieri. Vive nei muscoli contratti, nel sonno che non riposa, nel respiro corto, nella perdita di energia vitale, nel vuoto profondo che trascina sempre più in basso.
È come se il corpo smettesse lentamente di sentirsi coinvolto nella vita.
Alcune persone arrivano in terapia dicendo:
“Non sento più niente.”
Altre:
“Sono sempre stanco.”
Oppure:
“Mi sento pesante, come se ogni cosa richiedesse troppa energia.”
La depressione può manifestarsi proprio così: come una perdita di slancio vitale.
Il filosofo Maurice Merleau-Ponty descriveva il corpo non come un oggetto che possediamo, ma come il modo stesso in cui entriamo in contatto con il mondo. La persona che vive uno stato depressivo, smette di relazionarsi con la realtà e esterna. Non cambia solo il suo umore. Cambia il rapporto con il tempo, con gli altri, con il desiderio e persino con il proprio corpo.
Uno degli aspetti più dolorosi della depressione è la perdita del movimento interno verso la vita.
Non si tratta semplicemente di “mancanza di motivazione”.
È qualcosa di più profondo.
Le cose smettono di chiamarci.
Ciò che prima dava piacere appare distante. Anche il futuro sembra perdere consistenza, come se il tempo si fosse fermato.
Per questo frasi come:
“Reagisci”
oppure
“Esci e distraiti”
spesso non aiutano.
Per chi vive una depressione, il problema non è la volontà. È l’impossibilità momentanea di sentire il mondo come vivo.
Nella psicoterapia, il corpo non è un dettaglio secondario. Imparare ad ascoltare il respiro, la tensione muscolare, la stanchezza, il bisogno di rallentare o di muoversi può diventare parte del percorso di cura. Per questo approcci che integrano parola, consapevolezza corporea, mindfulness o pratiche come lo yoga possono aiutare alcune persone a ritrovare lentamente una sensazione di presenza. Possono ricominciare a sentirsi e a sentire, rintracciare qualsiasi elemento vitale permette di aprire un barlume di luce.
Non come soluzione immediata.
Ma come possibilità di tornare, poco alla volta, ad abitare se stessi.
Viviamo in una società che chiede continuamente efficienza, velocità, produttività. La depressione interrompe tutto questo.
E forse anche per questo fa paura: perché ci costringe a confrontarci con il limite, con la vulnerabilità, con parti di noi che normalmente cerchiamo di tenere sotto controllo.
Ma attraversare un periodo depressivo non significa essere fragili o sbagliati. Significa che qualcosa dentro di te merita attenzione, significa riconoscere il dolore di una perdita importante, significa ammettere che stai vivendo una vita che lentamente ha perso significato, significa avvicinarsi a bisogni che per troppo tempo sono stati ignorati.
Molte persone aspettano molto tempo prima di chiedere aiuto. Spesso perché minimizzano quello che sentono, oppure perché credono di dovercela fare da sole.
Ma la depressione tende a isolare. E l’isolamento, col tempo, può rendere tutto ancora più pesante.
La psicoterapia può offrire uno spazio in cui non è necessario “funzionare” o mostrarsi forti. Uno spazio in cui ricominciare, lentamente, a dare voce a ciò che il corpo e le emozioni stanno cercando di raccontare.
Se stai attraversando un periodo di depressione, stanchezza emotiva o perdita di senso, parlarne con uno psicologo può essere un primo passo importante.
Anche quando le parole sembrano mancare, il percorso terapeutico può aiutare a ritrovare un contatto più autentico con se stessi, con il corpo e con la propria esperienza interiore.
Marika Gesuè
Psicoterapeuta cognitivo comportamentale
Insegnate certificato Yoga Mindfulness
